BIMBI IN SOVRAPPESO

COME COMPORTARCI?

BIMBI IN SOVRAPPESO, COME COMPORTARCI?

Se il pediatra vi ha detto (o confermato) che il bimbo ha alcuni (o diversi) chili di troppo, cercate di intervenire subito modificando le abitudini di tutta la famiglia. Siete ancora in tempo per evitare rischi per la salute che potrebbero intervenire in età adulta

Le statistiche dicono che circa il 30% dei bambini italiani è in sovrappeso: si tratta della percentuale più alta tra quelle registrate nel resto dell’Europa e un simile primato non è certo invidiabile.

I chili di troppo in età infantile aprono la strada al rischio di importanti problemi di salute, che possono manifestarsi anche nel corso dell’adolescenza, nonché compromettere il benessere nell’età adulta.

 

Per questo è d’obbligo intervenire, all’occorrenza, affinché il bambino raggiunga il suo peso ideale e lo mantenga nel tempo, a tutto vantaggio di una crescita armonica e di una condizione psicofisica ottimale anche dalla pubertà in avanti.

 

Giuseppe Chiumello, direttore dell’Unità di Pediatria e Neonatologia e del Centro di Endocrinologia dell’infanzia e dell’adolescenza dell’Ospedale San Raffaele di Milano spiega a nostrofiglio.it come è consigliabile agire quando il pediatra di famiglia, in base alle tabelle di crescita, stabilisce che il bambino è in sovrappeso.

  1. Come si stabilisce se il bambino è sovrappeso

Un bambino va considerato in sovrappeso quando le tabelle di crescita (dette anche tabelle percentili) segnalano che il peso è in eccesso rispetto alla statura.

 

Quello che incide più di tutto è, infatti, che il rapporto peso/altezza non sia armonico e proporzionato. Per fare un esempio, un bambino al 50mo percentile per l’altezza e al 75mo percentile per il peso non si trova nella stessa condizione ottimale di un bambino al 75mo percentile sia per peso che per altezza.

E’ comunque opportuno che la diagnosi di sovrappeso sia formulata dal pediatra e non affidata all’opinione dei genitori.

  1. Essere sovrappeso fa male alla salute futura e all’autostima

Un bambino in sovrappeso corre innanzitutto il rischio di rimanere tale in adolescenza e nell’età adulta, a discapito anche dell’equilibrio emotivo. Non si può ignorare, infatti, che i chili di troppo impediscono di piacersi e quindi compromettono l’autostima e ostacolano la vita di relazione.

 

Per quanto riguarda la salute, il sovrappeso favorisce la comparsa del diabete di tipo 2 (alterato metabolismo degli zuccheri, dovuto a un cattivo funzionamento dell’insulina); di alterazioni della funzionalità del fegato; di ipercolesterolemia (aumento del colesterolo nel sangue); di ginocchio valgo (ginocchia a X). Fortuna vuole che ogni singola conseguenza del sovrappeso, se si interviene tempestivamente con un programma mirato al dimagrimento, può essere reversibile.

 

A maggior ragione, quanto prima si agisce sullo stile di vita del bambino per riportarlo al peso ideale, tanto più diminuiscono le probabilità che subentrino problemi correlati ai chili di troppo.

  1. E’ arrivato il momento di modificare le abitudini alimentari di tutta la famiglia

Non si può pretendere che il bambino cominci a mangiare in modo sufficientemente corretto da consentirgli di raggiungere il peso ideale se i genitori non danno il buon esempio.

 

Dal momento in cui si prende la decisione di intervenire sull’alimentazione del bambino si devono eliminare da frigorifero e dispensa i prodotti “spezzafame” che fanno ingrassare senza offrire alcun beneficio dal punto di vista nutrizionale (per esempio, merendine confezionate, salumi, snack di vari genere, caramelle, dolciumi, bibite e succhi zuccherati), per sostituirli con frutta, verdura, biscotti semplici, marmellata, yogurt.

 

Per i pasti principali, vanno bene riso, pasta, orzo, legumi, pane e, alternativamente, carne, pesce, uova, formaggi magri. Da eliminare intingoli elaborati, salse, fritture, condimenti di origine animale.

  1. Il bambino mangia più cibo di quello che gli serve?

Un bambino in sovrappeso quasi sicuramente assume una quantità di cibo superiore al suo fabbisogno. Senza esagerare con le restrizioni, bisogna ridurre le porzioni di primi piatti, pietanze e pane.

 

Anche con il latte non si dovrebbe esagerare: 2 tazze al giorno sono più che sufficienti. Nel caso in cui al termine del pasto il bambino dicesse di avere ancora fame gli si può offrire un bicchiere di spremuta d’arancia (senza zucchero) o un frutto. Questo vale in generale: il pediatra curante potrà dare indicazioni precise sulle quantità, in base al singolo caso.

  1. A merenda cibi sani e poco calorici

Proporgli per merenda pane e marmellata o frutta o yogurt (meglio se naturale) e contrastare eventuali attacchi di fame fuori pasto offrendogli frutta fresca a pezzetti o spremute di arancia.

Lo stesso dovrebbe valere anche a scuola: basta mettergli nello zaino la frutta lavata, sbucciata e tagliata a pezzetti, chiusa in un sacchettino per alimenti.

  1. Trasmettere il giusto messaggio: mangiare sano fa bene e non bisogna abbuffarsi. Non mangiare fa male

Non demonizzare il cibo, né trasmettere il fuorviante messaggio che “mangiare fa male”. Anche se il bambino deve mangiare meno e/o meglio si deve favorire comunque un rapporto sereno con l’ora dei pasti.

In caso contrario si potrebbero creare le premesse per la comparsa, in adolescenza, di un disturbo del comportamento alimentare (anoressia e bulimia).

Per il bambino assumere le giuste quantità del cibo (sano) che compare sulla tavola deve essere un piacere. Non lo deve essere, invece, abbuffarsi.

  1. D’ora in poi vietato dire: se fai questo, ti compro le caramelle (o cioccolatini, o patatine)

Non usare gli stuzzichini come merce di scambio o armi di ricatto. Trasformare caramelle, cioccolato, patatine fritte in un premio o in un oggetto di negoziazione (se farai questo ti farò mangiare quest’altro) significa sottolineare con forza che sono questi gli alimenti “buoni” (preferibili e desiderabili) mentre tutti gli altri, quelli sani, lo sono molto meno.

  1. Limitare la permanenza (di tutti) davanti alla televisione

La sedentarietà è una concausa del sovrappeso infantile, che va assolutamente eliminata. Anche in questo caso l’esempio è fondamentale: se i genitori trascorrono ogni minuto del loro tempo libero davanti alla televisione non ci si può aspettare che il bambino sviluppi una grande passione per l’attività fisica.

 

  1. Pianificare gite all’aperto tutti insieme

Durante i fine settimana, nei periodi di vacanza e ogni volta che si può uscire all’aperto con il bambino per passeggiare o andare in bicicletta.

E’ in questo modo che il bambino può acquisire il piacere di fare movimento e svolgere quell’attività fisica che, insieme a un’alimentazione equilibrata, può garantirgli il raggiungimento del peso ideale.

  1. Favorire la frequentazione degli amichetti

Durante la settimana lavorativa fare il possibile affinché il bambino, dopo la scuola, possa incontrare almeno un amichetto con cui giocare, correre, saltare.

Non occorre avere molto spazio: la cameretta può essere sufficiente per permettere a due bambini di fare movimento.

  1. Andare a scuola a piedi, non prendere l’ascensore

Il bambino va educato a uno stile di vita salutare, anche incoraggiandolo a fare movimento non solo durante il gioco ma ogni volta che è possibile.

Abituarlo a fare le scale a piedi e a salire in automobile solo quando è proprio indispensabile, può senza dubbio aiutarlo a diventare (e rimanere) normo-peso.

  1. Razionare drasticamente i dolciumi

Si deve spiegare al bambino che l’assunzione selvaggia di pasticcini, caramelle, cioccolato non può (più) avvenire né per lui né per nessun altro in casa.

Gli si può, invece, concedere di consumare piccole quantità di dolciumi alla domenica (o in qualche occasione speciale).

  1. Meglio prevenire che curare… il sovrappeso

I genitori possono fare molto per evitare che i figli diventino sovrappeso. Leggi i consigli per prevenire l’aumento di peso nei bimbi sin dalla nascita.

  1. Infine, sfatiamo un mito: il sovrappeso non compromette la crescita del pene e testicoli

E’ convinzione comune che nei maschietti il sovrappeso possa compromettere la corretta crescita del pene e dei testicoli. Di fatto, la plica di adipe che si forma al di sopra della zona pubica quando il peso è eccessivo può far apparire i genitali di dimensioni inferiori rispetto alla norma, anche se non è così.

La plica crea, infatti, una sorta di inganno ottico che i pediatri smascherano nel momento in cui effettuano una visita accurata, comprensiva di misurazione del pene.

Dunque, non vi è una relazione di causa-effetto tra i chili di troppo e un’eventuale dimensione dei genitali inferiore alla norma. E’ vero, invece, che in alcune rare malattie del metabolismo le due condizioni sono associate.