Bugie dei bambini

perchè si dicono bugie, cosa fare e come insegnare loro a dire la verità

Bugie dei bambini

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I bambini cominciano a dire le prime bugie intorno ai tre anni poiché in questa fase della loro vita scoprono di poter dare libero sfogo alla fantasia. Solitamente si tratta di bugie innocenti e senza secondi fini, invenzioni fantastiche o per coprire qualche marachella
Ma quali e quante bugie dicono i nostri figli? E come comportarsi a seconda dell’età e della situazione?

 

Le bugie raccontate dai bambini all’età di 2-3 anni non sono “importanti” e non possono essere nemmeno catalogate come bugie vere e proprie perché non negano la realtà per ingannare gli altri ma ne raccontano una diversa. A questa età i piccoli fanno fatica a distinguere la realtà dall’immaginazione e credono veramente nelle bugie che dicono!

Per loro sono verità sacrosante. Lasciamo correre, senza riderci su ma dando alla cosa la giusta importanza!
Fino a 5 anni i piccoli raccontano le bugie per paura di confessare la verità o per ottenere l’attenzione dell’adulto…a volte lo fanno per evitare rimproveri. Alla base di questo comportamento, nel 90% dei casi c’è una rottura nella comunicazione tra adulto e bambino. Bisognerebbe indagare le cause per cui il bambino teme il giudizio dell’adulto. La bugia va rimproverata ma non punita.

Se puniamo la bugia innescheremo un meccanismo per cui per evitare nuove punizioni si diranno nuove bugie! Il bambino deve capire che ad ogni azione corrisponde una conseguenza. Solo così potrà valutare se è meglio dire una bugia (con le sue conseguenze) o una verità (con altre conseguenze).

Come sempre, noi genitori, tendiamo a punire un comportamento sbagliato ma mai ad elogiare un comportamento corretto poiché lo riteniamo “normale”. Più facciamo capire ai nostri figli quando siamo felici del loro atteggiamento, più impareranno a comportarsi bene!

Un ottimo modo per far capire ai bambini cosa sono le bugie e quali conseguenze ne derivano è l’uso di alcune favole come “Pinocchio” o “al lupo al lupo”

 

Perché i figli dicono bugie

Più che parlare di vere e proprie bugie è più calzante usare l’espressione “storie non vere”, fatti molto spesso inventati e coloriti dalla fantasia tipicamente infantile. In età prescolare, quindi, i bambini difficilmente raccontano intenzionalmente le bugie con la malizia tipica, invece, dell’età più adulta. Durante l’infanzia il bambino avverte preponderante il desiderio di autonomia e di autodeterminazione, desidera contrapporsi ai genitori e non percepisce ancora la linea di demarcazione tra fantasia e realtà. Il bambino vive in una dimensione magica in cui parla della realtà circostante non in base a come questa si presenta, ma secondo come vorrebbe che fosse! Sfruttando ogni sfumatura della propria colorata creatività e fantasia, inventa e propone storie che finiscono col riflettere le capacità cognitive proprie di quella fase di crescita.

Tra l’altro, la capacità di inventare e costruire storie è sinonimo di intelligenza, di un magma informe di pensieri che cerca di strutturarsi. Cosa fare se un bambino dice le bugie Nonostante la bugia in età infantile sia sinonimo di espressione intellettiva del bambino in quella determinata fase di vita, certamente non incontra l’approvazione dei genitori che, come il buon senso suggerisce, mal sopportano che il piccolino di casa possa comportarsi a volte da bugiardo. Nonostante le interpretazioni psico-pedagogiche della genesi delle bugie infantili, risulta sgradevole per una mamma o un papà ascoltare il proprio figlio che millanta situazioni inverosimili ricche, magari, di connotazioni negative e sproporzionate rispetto alla realtà.

Cosa fare?

È, dunque, consigliabile correggere subito il piccolo, anche perché, a partire dai 5 anni circa, inizierà a “produrre” bugie più consapevolmente, iniziando quindi ad avvicinarsi alle più perniciose bugie appartenenti, purtroppo, all’età adulta.

Una regola fondante nella relazione educativa genitore-figlio in merito alla questione bugie è quella di mantenere la calma, contestualizzare il “fattaccio” in base all’età del proprio figlio, alla situazione in cui la bugia è stata detta e al destinatario della bugia stessa. Assumere un atteggiamento aggressivo e colpevolizzante può indurre il bambino a chiudersi in se stesso. No, quindi, ad un modus accusatorio incandescente, anche se il dispiacere provato dall’adulto in quella circostanza può davvero essere notevole! Può capitare che il genitore si senta “tradito” da quel bambino ancora così piccolo per “dire certe cose”, finendolo per etichettare come furbastro o monellaccio, perché “i bambini bravi e buoni non dicono le bugie!”.

Occorre scardinare questi luoghi comuni, veicolando ai genitori il convincimento della “fisiologicità” della bugia, onde scongiurare danni alla psiche del bambino, causati dalla stigmatizzazione a mezzo di sgradevoli epiteti. E’ pur vero, però, che da una certa età in poi il piccolo va educato alla verità e responsabilizzato dinanzi alle sue azioni, positive e non. Sicuramente quello del dire le bugie diventa un evento “grave” in rapporto alla frequenza con cui vi si fa ricorso.

Come insegnare ai bambini a dire la verità

Le bugie non possono essere “prevenute”, ma certamente si può insegnare ad un bambino a dire la verità. Il buon esempio è il motore dell’azione educativa in questo frangente come, in realtà, in tutte le fasi dello sviluppo di un figlio.

  • Mai ricorrere a bugie apparentemente innocueper ottenere un risultato come, ad esempio “Non posso accompagnarti al parco perché c’è troppo vento” (e magari, fuori c’è una giornata splendida, ma la mamma o il papà per motivi personali non può accompagnare il bimbo a giocare)
  • Evitare bugie palesicosì da non correre il rischio di essere smentiti (specialmente se si tratta di un bimbo più grandicello). In tal caso l’esempio sarebbe del tutto negativo e il bambino, che agisce -sovente- per imitazione, coglierà tutto il lato negativo della bugia del suo adulto di riferimento e tenderà a riprodurne l’atteggiamento (errato).
  • Nella vita quotidiana è fondamentale evitare di riporre troppeaspettative nel bambino! Il genitore- quasi inevitabilmente- tende a volere un figlio sempre ordinato, diligente e all’altezza di ogni situazione, anche la più complessa. Tale naturale atteggiamento, però, se esasperato, può creare un senso di inadeguatezza e, talvolta, di frustrazione nel bambino, teso nello sforzo di sentirsi degno delle aspettative dei propri genitori. Deve essere sempre tenuto presente che -talvolta- le bugie nascondono problematiche relative alla vita individuale e relazionale del piccolo. Dunque il genitore deve far comprendere che, con il proprio aiuto, si può affrontare e superare ogni ostacolo, mentre modificando o, addirittura, inventando una realtà/situazione, non si raggiungerà il risultato sperato.
  • In particolar modo,in presenza di bugie frequenti, apparirà importante individuarne l’origine, instaurando un contatto empatico ed una comunicazione efficace con il bambino e approfondendo le motivazioni intrinseche alla bugia: “Come mai hai detto questa cosa….. cosa sta succedendo? Voglio aiutarti…”
  • Sconsigliato qualsiasi metodo punitivo:la bugia non va punita. Il bambino può e deve essere redarguito, ma, al contempo, occorre essere comprensivi e facilitare un confronto a “cuore aperto” con il piccolo mentitore, che sta celatamente vivendo una situazione di disagio più o meno intenso. Quando la bugia viene scoperta il bambino si sente vulnerabile, indifeso. L’umiliazione, l’offesa, la voce alta o un atteggiamento iracondo, certamente non permetteranno di “entrare” in quell’universo ricco e delicato che è il cuore di un figlio.