Come spiegare la Pasqua ai bambini

Come spiegare la Pasqua ai bambini

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Perché si festeggia la Pasqua? Come mai questo momento è così importante per la nostre tradizioni. Ecco una spiegazione adatta anche dai più piccoli

 

Per un bimbo la Pasqua è principalmente un tripudio di uovacioccolata e coniglietti. Eppure, anche senza voler fare del catechismo spicciolo, sarebbe bene che ogni bambino sappia perché, in una certa domenica dell’anno, tutto il Paese si ferma per fare festa.

 

La Pasqua “a misura di bimbo”

 

Il significato religioso di questa festività è presto detto: si celebra la Resurrezione di Gesù Cristo – Figlio di Dio incarnatosi uomo – che sconfigge la Morte e cancella quel Peccato Originale che gravava sull’umanità dai tempi di Adamo ed Eva.

 

Per i cristiani dunque la Pasqua è un momento importantissimo, anche più del Natale, poiché ricorda il più grande sacrificio compiuto da Gesù per permettere all’anima umana di liberarsi dal peccato e di poter accedere al Paradiso.

 

I riti pasquali

  • Quaresima
  • Domenica delle Palme
  • Settimana Santa

L’Italia, Paese costituzionalmente laico, non può però ignorare secoli e secoli di tradizione fortemente influenzata dalla Chiesa Cattolica e pertanto anche le famiglie non credenti potrebbero trovare utile che i loro figli conoscano almeno le basi della complessa liturgia pasquale

 

Prima della grande festa della Domenica di Pasqua – che, lo ricordiamo, cade in giorni diversi ogni anno – i fedeli infatti si preparano all’evento attraverso la Quaresima, un periodo di circa 40 giorni nel quale si prega e si compiono piccole rinunce.

I più ortodossi osservano giorni di digiuno (il venerdì), ma i più preferiscono mangiare di magro o rinunciare a carni e dolciumi “tentatori”.

 

La domenica prima di Pasqua è la cosiddetta Domenica delle Palme, dove si ricorda l’ingresso a dorso di un asino di Gesù a Gerusalemme, salutato dalla folla festante che sventolava rami di palma in segno di giubilo.

 

Dopo la Domenica delle Palme, comincia la Settimana Santa, nella quale la comunità cristiana ripercorre gli ultimi giorni della vita di Gesù Cristo.

 

La Pasqua Ebraica spiegata ai bambini
Anche gli ebrei festeggiano la Pasqua: anzi, si può dire che la “nostra” Pasqua derivi dalla festività ebraica, dalla quale ha ereditato nome e parecchie simbologie.

Pasqua infatti viene proprio dell’ebraico Pesah, termine traducibile con “passare oltre”.

La Pasqua dei giudei festeggia la liberazione del popolo ebraico dalla schiavitù in Egitto. Protagonista dell’evento biblico è Mosè, il quale, durante una delle famose “piaghe” divine, intimò alle famiglie ebree di sacrificare un agnello e usarne il sangue per cospargere gli stipiti delle porte. In questo modo la mano di Dio avrebbe risparmiato i primogeniti ebrei e colpito solo quelli degli Egiziani.

Ecco perché l’agnello è l’animale simbolo della Pasqua.

Nella tradizione cattolica, il “passaggio” di Mosè e del suo popolo attraverso il Mar Rosso per scappare all’ira del Faraone, divenne il passaggio metaforico dalla morte alla vita.

 

La Settimana Santa

 

Gesù era un predicatore, ma i suoi comportamenti e il fatto che continuasse a raccogliere sempre più seguaci non era ben visto dalle autorità della comunità ebraica (di cui Gesù stesso faceva parte, essendo nato a Nazareth, in Galilea.

 

I sacerdoti e i vecchi tradizionalisti lo ritenevano insomma un pericoloso ribelle, nonché un eretico. Da qui la volontà di punire quello strano uomo che andava dicendo di essere il Figlio di Dio.

 

A consegnare Gesù alle autorità fu Giuda, un Apostolo traditore.

 

 

La Settimana Santa scandisce proprio la rievocazione di quei momenti concitati:

  • Giovedì:ricordo dell’Ultima Cena dove Gesù disse ai suoi discepoli che da lì a poco sarebbe stato tradito e ucciso. In questa occasione Gesù lavò i piedi ai suoi Apostoli, in segno di umiltà (atto che nelle chiese si celebra con il rito della “Lavanda dei Piedi”).
  • Venerdì:Passione  – dal verbo “patire” – e morte sulla Croce. Gesù viene arrestato e portato davanti al Sinedrio, la massima autorità tra i giudei. Per eseguire la sentenza di morte però, Gesù dovette comparire di fronte a Ponzio Pilato, governatore dei Romani che dominavano la regione. Pilato non aveva motivi per ritenere Gesù colpevole, ma per timore che la folla inferocita si ribellasse, confermò la condanna.
    Prima della crocifissione, Gesù dovette subire torture e umiliazioni che I cristiani celebrano ripercorrendo le dodici stazioni della Via Crucis, un percorso dove i fedeli rivivono tutti gli episodi avvenuti durante la crocifissione.
  • Sabato:messe e lutto per la morte di Cristo
  • Domenica: Pasqua e festeggiamenti. Gesù risorgee si manifesta ai suoi conoscenti più intimi.

E Pasquetta?

Pasquetta, o meglio, il “Lunedì dell’Angelo” , è il giorno di festa in cui si celebra l’apparizione dell’Angelo che annunciò alle tre donne recatesi al sepolcro di Gesù, la miracolosa risurrezione.

 

 

I simboli della Pasqua

  • L’agnello: deriva dalla “Pasqua ebraica” e rappresenta l’animale sacrificale, che per i cristiani è anche lo stesso Gesù Cristo (che infatti viene chiamato “Agnello di Dio che toglie i peccati dal mondo”).
  • La colomba:simbolo di pace ed evento ricorrente nella Bibbia (fu una colomba ad avvisare Noè del ritiro delle acque dopo il Diluvio Universale).
  • L’uovo:prima di diventare uno strumento commerciale, l’uovo era un riconosciuto simbolo di vita e rigenerazione. Una metafora molto calzante della Resurrezione.
  • Il coniglietto:più appartenente alla tradizione anglosassone, anche questa figura però nasconde una radice antica. La lepre era uno dei simboli che rappresentavano Gesù.