CURE TERMALI IN GRAVIDANZA: BENESSERE E RELAX

Andare alla terme con il pancione può fare decisamente bene: per rilassarsi e contro i disturbi più comuni della gravidanza. Però bisogna farlo con cautela, evitando acque troppo calde o immersioni troppo lunghe. E per certi trattamenti - sauna, bagno turco, stanza del sale, fanghi estetici - meglio aspettare dopo l'arrivo del bebè.

CURE TERMALI IN GRAVIDANZA: BENESSERE E RELAX

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Andare alla terme con il pancione può fare decisamente bene: per rilassarsi e contro i disturbi più comuni della gravidanza. Però bisogna farlo con cautela, evitando acque troppo calde o immersioni troppo lunghe. E per certi trattamenti – sauna, bagno turco, stanza del sale, fanghi estetici – meglio aspettare dopo l’arrivo del bebè.

Le terme: ormai sono diventate sinonimo di rilassamento e distensione, di “momento tutto per sé”, anche grazie al moltiplicarsi di pacchetti benessere che possono includere massaggi e trattamenti estetici. Prima di tutto questo, però, sono un luogo di cura, grazie alle proprietà benefiche delle acque termali, utili per disturbi e malattie della pelle, delle vie respiratorie, dell’apparato digestivo, di ossa e articolazioni. E anche per i piccoli disturbi della gravidanza, dalla stitichezza ai problemi digestivi a quelli circolatori.

In ogni caso, che si tratti di rilassarsi o di trattare disturbi più o meno seri, le terme in gravidanza non vanno prese troppo alla leggera: perché percorsi e trattamenti siano fatti in tutta sicurezza bisogna seguire qualche semplice precauzione. Vediamo quali potrebbero essere i rischi delle terme in dolce attesa e come prevenirli.

Attente al caldo
Che siano raccolte in vasche, piscine o idromassaggi, il punto principale della questione è che tendenzialmente le acque termali sono calde. E troppo caldo in gravidanza potrebbe avere serie conseguenze.

In effetti non ci sono molti studi solidi sull’argomento, ma quelli che ci sono suggeriscono che un utilizzo non accorto di bagni caldi – per esempio con temperature troppo elevate o per troppo tempo – nel primo trimestre di gravidanza possa aumentare il rischio di difetti di sviluppo del feto, come difetti del tubo neurale o della parete addominale. Risultati ancora scarni, dunque, ma congruenti con quelli di studi condotti su animali o riferiti a donne che abbiano avuto nel primo trimestre febbri importanti.

 

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caldo ha una forte azione vasodilatatrice, il che provoca una diminuzione della pressione, che a sua volta può portare a svenimenti” spiega Cristiano Crotti, esperto di idrologia medica del Centro di bioclimatologia medica e medicina termale dell’Università di Milano. “Se una donna si trova già in una condizione di bassa pressione (ipotensione), quindi, le terme risultano controindicate”. A questo proposito, vale la pena notare che, spesso, durante il primo trimestre di gravidanza la pressione tende a essere più bassa del solito, e questo anche in donne che addirittura più avanti svilupperanno ipertensione.

Si può fare, con qualche cautela
Tutto ciò non significa che le terme vadano evitate, ma semplicemente che bisogna andarci prendendo qualche minima precauzione, e magari evitando i trattamenti più “pesanti” (come sauna e bagno turco). Ovviamente, questi consigli generali riguardano le future mamme che stanno vivendo una gravidanza “normale”, cioè senza particolari problemi medici. “Se ci sono complicazioni o per qualunque ragione la gravidanza è a rischio, la prima cosa da fare è consultare il proprio medico, che valuterà la situazione e darà consigli specifici, caso per caso” spiega Valentina Pontello, ginecologa libera professionasta, esperta di gravidanze a rischio. Che fare, dunque?

  1. La prima regola fondamentale è non esporsi a sbalzi di temperatura troppo importanti, che si tratti di acque molto calde o molto fredde. “Secondo uno studio pubblicato alcuni anni fa sul rischio di ipertermia in gravidanza, durante l’immersione in bagni caldi o in acque termali la temperatura corporea non dovrebbe mai superare i 38,9°C, quindi bisogna controllare che l’acqua della vasca non superi i 38°C” sottolinea Crotti. Se lo fa, meglio lasciare perdere.

La temperatura dell’acqua, però è solo uno dei parametri da prendere in considerazione, perché quella corporea dipende anche dal fare o meno esercizio fisico, una volta immersi. Dunque, se ci si immerge e si rimane fermi, oppure si fa qualche piccolo movimento, senza affaticarsi troppo, va bene quel limite. Se invece si fa attività fisica vera e propria l’acqua dovrebbe essere a una temperatura ancora più bassa, pari a 35°C, almeno secondo un documento pubblicato nel 2006 dal Royal College of Obstetricians and Gynaecologists inglese.

Un buon modo per evitare di surriscaldarsi è quello di stare con almeno le braccia e la parte superiore del torso fuori dall’acqua. E se si comincia a sudare o si avverte qualche minimo disagio, meglio uscire subito.

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  1. Seconda regola: non rimanere in acqua calda per troppo tempo. “Bisognerebbe immergersi per 10-15 minuti al massimo, poi uscire a rilassarsi un po’, ed eventualmente tornare a fare un altro bagno dopo 20-30 minuti” consiglia Crotti.
  1. Terza regola: stare lontane dai getti che riforniscono la vasca di nuova acqua calda, perché in loro corrispondenza la temperatura può essere superiore. E a proposito di getti, che dire delle vasche idromassaggio, che spesso in spa e terme hanno acque un po’ meno calde e dunque tendenzialmente più tollerabili? Sono sicure o i getti rappresentano un problema?

Anche in questo caso non ci sono studi specifici sull’argomento: “Io consiglierei semplicemente di evitare di esporre l’addome direttamente al getto” afferma Pontello. “In generale, sarebbe opportuno posizionarsi a una distanza sufficiente da sentire il getto come gradevole, ma non troppo energico”.

Queste indicazioni riguardano sia il primo trimestre, sia gli altri. “Se si seguono queste regole non dovrebbero esserci rischi particolari” precisa l’esperto. Del resto, molte restrizioni relative alle prime settimane di gravidanza non riguardano rischi reali e documentati: più semplicemente, trattandosi di un momento molto delicato sia per il rischio di aborto sia per quello di malformazioni, si preferisce evitare di mettere in campo situazioni che potrebbero essere chiamate in causa, magari anche senza una reale ragione, se poi dovessero sorgere problemi.

Infine, Crotti ricorda che sono indicazioni generali, valide sia per chi va alle terme una volta ogni tanto, giusto per concedersi una pausa rilassante, e chi invece segue veri e propri percorsi terapeutici.

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