Festa della Donna: come spiegarla ai bambini

Festa della Donna: come spiegarla ai bambini

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«La Giornata internazionale della Donna non esisterebbe se avessimo conquistato gli stessi diritti e opportunità che al momento sono riservati agli uomini. Ecco perché è importante ricordare e spiegare ai nostri figli la realtà, in modo che possano sovvertirla e combatterla, dando vita a un futuro migliore» dice Jaia Pasquini, psicologa e coautrice del volume “L’8 tutti i giorni”

 

L’8 marzo è la festa delle donne. Un giorno di memoria, ma anche di riflessione e progetto.

«Un momento importante, che ci permette di fermarci e fare il punto sulle conquiste delle donne e su tutto quello che devono ancora raggiungere per ottenere la parità dei diritti e delle opportunità rispetto agli uomini» dichiara Jaia Pasquini, psicologa e coautrice del volume “L’8 tutti i giorni”, che prova a spiegare il significato di questa giornata ai più piccoli.

 

Un’occasione importante per chiarire ai nostri figli che cosa significa questa giornata e perché è ancora importante che esista: «Serve per ricordarci che non è vero che tutto va bene e che le donne hanno ancora tanta strada da fare per ottenere la parità di genere».

 

Perché è importante parlare ai bambini della diseguaglianza tra uomini e donne

Parlare ai più piccoli di queste tematiche è importantissimo, «Rispetto al passato, oggi i bambini arrivano fino al liceo senza avere la percezione di ineguaglianze, soprattutto le femmine. Alle superiori, in genere, arriva la doccia fredda. Da lì in avanti, la diversità tra le possibilità riservate a un uomo e a una donna si amplia esponenzialmente: anche se arrivano a ottenere una professione prestigiosa e gratificante, saranno comunque pagate meno dei colleghi uomini».

 

È importante quindi preparare gli uomini e le donne di domani a questa realtà, «in modo che si possano confrontare e misurare con essa, preparandosi a combatterla e sovvertirla. La conoscenza è una risorsa per cambiare lo stato delle cose».

 

Come spiegare la Festa della Donna ai bambini
Ma come fare per comunicare al meglio ai propri figli questi concetti? Ecco una serie di consigli stilati dalla psicologa.

 

  1. Non banalizzate
    «Bisognacreare un dialogo, utilizzando parole e immagini adeguate all’età, ma senza sottovalutare la capacità di comprensione dei bambini e senza nascondere loro verità scomode. Spesso pensiamo che siano meno preparati di quanto invece non siano: già a 5-6 anni sono perfettamente in grado di capire concetti anche complessi».

    2. Recuperate la memoria
    «Partite dal passato e spiegate che molto è stato fatto dalle nostre nonne e mamme per arrivare alla situazione attuale: una volta le donne non potevano portare i pantaloni; non potevano imparare a leggere e scrivere; non potevano votare. Oggi tutto questo è possibile, anche se c’è ancora molto da fare».

 

  1. Spiegate il valore dei simboli
    Una giornata nata quasi per caso, che ha – in Italia – un simbolo floreale. Per capire meglio l’International Women’s Dayè importante spiegare ai piccoli i suoi simboli.

Perché si regalano le mimose?
«In realtà, le mimose si regalano solo in Italia. In Cina, per esempio, l’8 marzo si regalano enormi taniche di olio di semi.
L’idea delle mimose qui da noi fu proposta da tre donne dell’UDI (Unione Donne Italiane) nel 1946, dopo la fine della guerra, perché era uno dei pochi fiori che fiorivano in quel periodo e perché costava poco.
In realtà, però, già durante il Fascismo, quindi dopo la Prima Guerra Mondiale, nei luoghi di lavoro, soprattutto in fabbrica, le donne avevano cominciato a regalarsi tra loro un rametto di mimosa. Veniva portato un grande ramo e chi voleva ne prendeva un pezzetto e lo regalava ad una collega, ad una amica: era un segno di sorellanza, di vicinanza, di riconoscimento, del lottare insieme per i diritti delle donne. Insieme: infatti un rametto di mimosa è composto da tanti pallini, non è mai solo. È un fiore collettivo, composto, cioè, da tante individualità, tanti pezzetti singoli che, insieme, compongono il fiore» si legge nel libro “L’8 tutti i giorni”


Perché è stato scelto l’8 marzo?
L’8 marzo è una data che è stata scelta un po’ per caso: «o, meglio, è frutto di una serie di eventi che si sono succeduti.
Intanto bisogna dire che la festa che serviva a celebrare le conquiste civili e sociali delle donne nacque negli Stati Uniti nel 1909, ma quella prima volta fu festeggiata il 23 febbraio e solo a New York, quando ci fu uno sciopero di 30.000 camiciaie.
L’anno dopo, il 1910, la Conferenza Mondiale delle Donne propose di istituire una Giornata Mondiale comune per l’emancipazione della donna. Ma per un po’ di anni ciascuno la festeggiava quando voleva: negli USA a fine febbraio e in Europa il 19 marzo.
Quando iniziò la Prima Guerra Mondiale, nel 1915, la festa fu sospesa fino all’8 marzo 1917, quando una grande manifestazione di donne percorse le strade di San Pietroburgo, in Russia, per chiedere la fine della guerra.
Dopo quella manifestazione in tutta la Russia iniziarono proteste. Quella data passò alla storia come il momento che diede avvio alla Rivoluzione Russa. Per questo, la seconda Conferenza Mondiale delle donne comuniste nel 1921 stabilì che sarebbe stato l’8 marzo il giorno della Festa Internazionale della Donna» spiegano le autrici nel libro “L’8 tutti i giorni”.

  1. Fate delle domande
    «Un buon modo per instaurare una riflessione sul tema è quello di porre dei quesiti. Si può chiedere: “Secondo voi quali sono le differenze tra maschi e femmine?” e “Quali sono i punti di forza dei maschi e quali quelli delle femmine?”. “Secondo voi, quali sono le loro fragilità?”. In genere, le loro risposte sorprendono per lucidità e profondità e sono sempre una buona base per parlare insieme di temi anche complessi».
  2. Scardinate i pregiudizi

Un altro passaggio da fare, utilizzando sempre il metodo delle domande, è quello di evidenziare delle cose che ai più piccoli possono sembrare normali, ma che in realtà non lo sono, in modo da evitare che le diano per scontate: «Una bella domanda in questo senso è: “Perché se pensi al pilota di un aereo ti viene in mente un uomo?” e “Perché il Papa può essere solo un maschio?”».

5. Utilizzate gli strumenti giusti
«Un aiuto per i genitori arriva dai libri: ecco quelli che possono essere utili, oltre a “L’8 tutti i giorni”»:

 

  1. Siate ottimisti

«Presentare la realtà ai bambini non vuol dire rassegnarsi. Anzi, significa deporre un seme per far muovere il cambiamento. È importante comunicare anche questo ai nostri figli: da 100 anni a questa parte c’è stato un grande progresso per le donne nella società. Il nostro compito deve essere quello di sostenere le bambine e renderle sempre più forti, sensibilizzando anche i maschi sul tema» conclude Jaia Pasquini.