La scatola dei ricordi del tuo bambino

SPUNTI PER CREARE UNA SCATOLA DEI RICORDI DEL BAMBINO E CONSERVARE LE PRIME COSE DI SUO FIGLIO

La scatola dei ricordi del tuo bambino

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SPUNTI  PER  CREARE UNA SCATOLA DEI RICORDI DEL BAMBINO E CONSERVARE LE PRIME COSE DI SUO FIGLIO

Scatola dei ricordi del bambino

Una nostra utente ci racconta di come abbia cercato di creare una scatola dei ricordi per conservare le prime cose dei suoi figli, utilizzando una scatola che le avevano regalato dopo il parto in ospedale.

Se anche voi cercate qualcosina che non sia una semplice scatola o il classico cassetto del como’ dove conservare tutto cio’ che vi riporta indietro nel tempo fino alla gravidanza, al parto e ai primi giorni di vita del vostro bambino, ecco un’idea carina per voi. Avete presente quelle confezioni che ci regalano in puerperio post parto? Quelle scatolette di cartone con immagini di bimbi o prodotti per bambino che all’interno contengono tanti campioncini omaggio, dal primo sapone per il bagnetto al ciuccio, ai buoni acquisto per i pannolini e le salviette?

Ora che piu’ o meno tutti sono in grado di capire la magia della gravidanza, del pancione e della nascita, ogni volta che le tiriamo fuori e le apriamo, si sogna  con la favola delle loro nascite e fioccano i racconti del pancione, di quanto erano piccini appena nati, di quello che facevano, di quello che usavano.

Nelle nostre scatole dei ricordi abbiamo conservato per prima cosa  il test di gravidanza con le due lineette che annunciavano il lieto evento. Dopo la nascita abbiamo conservato il cartellino con il nome e i dati che era affisso alla culletta dell’ospedale e i nostri braccialini che identificavano mamma e bebè.
Anche la coccarda ha trovato il suo spazio e naturalmente anche il primo camicino, il cosiddetto camicino della fortuna, quello che si mette per il primo giorno di vita del bimbo come augurio di una buona vita e di tanta fortuna e salute.

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Cosa conservare dopo un mese

Man mano che i bimbi crescevano abbiamo arricchito le scatoline: nelle nostre non mancano i barattolini con il moncone essiccato del cordone ombelicale (da noi è usanza conservarlo), il primo ciuffetto dei capelli tagliati, il primo e minuscolo body, le prime calzine e la cuffietta utilizzata per i primi giorni in ospedale.

Poi ogni mamma puo’ seguire la sua fantasia e le sue emozioni e conservare tutto cio’ che le regala sensazioni e ricordi legati alla gravidanza e alla nascita e naturalmente ai primi tempi del bimbo, compreso il disegnino con la manina, ecc.
Vi possiamo garantire che quando i bimbi sono annoiati, andare ad aprire la scatola dei ricordi è come aprire una porta magica che vi fara’ sorridere e vi regalerà emozioni e gioia.

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Ricordi di scuola

Della scuola ricordiamo l’odore di mandorle amare della colla, i libri nuovi intonsi da aprire e sfogliare, le righe dei quaderni ancora bianche su cui tanto ci sarebbe stato da scrivere. Quei tempi avevano un senso di attesa, perché quando ad ogni inizio di anno scolastico i genitori comprano tutto l’occorrente – zaino, matite, pennarelli, penne, album per disegnare – i bambini  avvertono il senso della crescita. E diversi mesi dopo forse più alti, o con il viso più rotondo, con i capelli corti o con una piccola coda.

Soprattutto man mano che proseguono  le classi, apprendono sempre di più e a giugno si è soliti guardare  indietro all’inizio dell’anno e constatare con gioia che si è imparato più di quanto immaginato. Della scuola si portano dietro i tanti diari su cui – tra le altre cose – si segnano  i compiti. La cura con cui lo scelgono  prima di iniziare è importante perché sanno che ci sarà la storia della classe lì dentro: dediche, messaggi, piccoli scambi epistolari prima ancora di whatsapp e facebook. Il diario rimane un oggetto di culto: ci si incollano le foto degli idoli musicali o dell’attore preferito, ma anche il confidente a cui spesso tra compagni di banco si affidano i pensieri di bambini prima e di adolescenti poi, quando ad un certo punto sognare di essere una ballerina o un’astronauta lascia spazio al nome trapunto di cuoricini del ragazzo o della ragazza che ti piace.

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Della scuola rimane anche il ricordo degli insegnantibeh, non proprio tutti, solo quelli che a distanza di svariati anni ci hanno fatto amare la loro materia perché la trattano come una cosa viva. Persone che amano i ragazzi, ci parlano, li ascoltano anche al di fuori dei banchi, perché sanno che – al di là dei genitori – hanno il compito di formare gli adulti di domani e lo prendono seriamente.

È a scuola che impariamo  il significato delle emozioni: quella dell’amicizia prima di tutto, che in quel periodo è il sentimento più puro che possa esistere, e più tardi quello dell’amore. Si impara  che per avere dei risultati positivi bisogna impegnarsi, perché non si ottiene nulla senza studiare, che non bisogna sempre considerare i voti come unico strumento per capire l’intelligenza di una persona e che la fame di apprendere può diventare per  l’arma per evadere da tutto ciò che non ci piace.

E’ fondamentale credere nella  “buona scuola”, quella fatta di maestri appassionati, di amicizie eterne, di ricordi indelebili e di foto (non selfie) da guardare con tenerezza. Sappiamo  che la scuola – nonostante tutto – potrà aiutarli a diventare uomini e donne  libere e forti che un giorno lasceranno la casa di mamma e papà per dare il proprio contributo nel mondo.

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