Come spiegare il sesso ai bambini?

In modo semplice e rispondendo di volta in volta alle curiosità del bambino: è il parere della psicologa Paola Scalari

Mamma, come nascono i bambini?

Prima o poi la domanda fatidica la fanno tutti i bambini e, a qualunque età, crea mille dubbi ai genitori, che non sappiamo se e fino a quando ricorrere a storielle fantasiose di cavoli e cicogne e quando affrontare l’argomento sesso in modo ‘scientifico’. Semplice a dirsi, ma bisogna fare i conti anche con il nostro imbarazzo di fronte a domande alle quali faremmo volentieri a meno di rispondere.

“E invece una risposta al bambino va sempre data, qualunque età egli abbia”

Mother holding a baby while he opens his mouth

Mother holding a baby while he opens his mouth

“La curiosità non va ‘tappata’, perché, se mostriamo di volerla reprimere, è come se gli dicessimo di non farci domande sconvenienti”.

Quale risposta dare allora? La risposta deve essere proporzionale all’età e alla tranquillità con cui noi genitori ci sentiamo di affrontare l’argomento. Facendo attenzione a non dire più di quel che il bambino ci sta chiedendo in quel momento.

 

La storia del semino e dell’ovetto: ecco come nasce un bambino

Ai bambini più piccoli si può spiegare in modo molto semplice che il bambino nasce grazie all’incontro di mamma e papà, perché il papà ha dei semini che entrano nel corpo della mamma che ha degli ovetti e dall’unione di un semino e di un ovetto si sviluppa il bambino.

Se poi chiede come questo incontro avviene, ci si può aiutare con il disegno di un libro, facendo vedere come la protuberanza maschile sia stata creata apposta dalla natura per entrare nella farfallina (o come siamo stati abituati a chiamarla nel nostro gergo familiare) e depositare si suoi semini. Di solito queste risposte sono più che sufficienti a soddisfare le prime curiosità.

Il ruolo dell’attrazione e dell’amore

Se però il bambino fa altre domande, è il segno che ha già acquisito sue informazioni, dai media o dagli amichetti, e vuol capirci di più. “E’ un’evenienza che capita con i bambini più grandicelli” dice Scalari. “In tal caso prima di affrettarci a dare altre spiegazioni, poniamo noi delle domande, per comprendere che cosa il bambino sa e che cosa vuol sapere in più. Chiediamogli per esempio: “Mi sembra che mi stai chiedendo qualcos’altro: ne hai parlato con qualcuno? Che cosa hai visto? Che cosa ti piacerebbe sapere?”

È probabile infatti che dal campo puramente scientifico della fecondazione il bambino voglia passare a sapere qualcosa in più sul desiderio. “Qui entriamo in un ambito diverso ma ancora una volta non è bene glissare” sostiene la psicologa. “Si può spiegare allora che in natura succede che i maschi siano attratti dalle femmine e le femmine dai maschi e che se stanno bene insieme desiderano anche star vicini, farsi delle coccole, abbracciarsi, sottolineando sempre che è una cosa naturale, che si manifesta con l’età. E soprattutto che è una cosa bella perché passa attraverso l’amore e l’affetto che un uomo e una donna provano l’uno per l’altra.

Non c’è niente di strano, non c’è niente di ‘sporco’ o di proibito, ma fa parte del dialogo intimo e personale tra un uomo e una donna che si amano; un rapporto che, oltre che con le parole, si crea anche con il contatto fisico. Una cosa che del resto succede anche al bambino, che prova piacere a farsi fare le coccole dalla mamma”.

Per evitare ‘traumi’ “basta veicolare il messaggio in modo naturale e tranquillizzante, ecco perché è importante che noi genitori ‘curiamo’ preventivamente il nostro imbarazzo” conclude la psicologa. “In ogni caso, i bambini di oggi sono in genere molto più ‘sgamati’ di come eravamo noi alla loro età, perché hanno molte più fonti di informazione, per cui recepiscono certi messaggi in modo più graduale, e non come rivelazioni improvvise”.