Microbi buoni: 15 sani “investimenti” per la salute dei bambini

Partorire per vie naturali, allattare al seno, inculcare nei bambini buone abitudini alimentari sin da piccoli, evitare il più possibile gli antibiotici, ma anche nutrire la mente: sono alcuni dei consigli del dottor Franco Berrino per investire al meglio sulla salute futura dei nostri figli

Microbi buoni: 15 sani “investimenti” per la salute dei bambini

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Partorire per vie naturali, allattare al seno, inculcare nei bambini buone abitudini alimentari sin da piccoli, evitare il più possibile gli antibiotici, ma anche nutrire la mente: sono alcuni dei consigli del dottor Franco Berrino per investire al meglio sulla salute futura dei nostri figli

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Ogni genitore vorrebbe far di tutto per garantire al suo bambino una vita in salute: se su alcuni fattori, come la predisposizione genetica, poco si può fare, molto si può influire con buone pratiche, da adottare sin da quando i nostri bambini vengono alla luce. Ecco i consigli di Franco Berrino, noto epidemiologo, già direttore del Dipartimento di Medicina preventiva e predittiva dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano e autore di numerosi libri, come “Medicina da Mangiare”, “Ventuno giorni per rinascere”, “La grande via”.

Rispettare i suoi “microbi buoni”
Nel nostro intestino vivono 100.000 miliardi di microbi, circa il doppio rispetto alle cellule del nostro corpo: un universo di batteri, virus, procarioti, lieviti che, “trattati” bene, possono agire molto favorevolmente sulla nostra salute, allenando il nostro sistema immunitario a difenderci dalle infezioni, preservandoci dalle infiammazioni e dalle malattie allergiche e autoimmuni.  Ecco come coltivarli:

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Partorire per vie naturali
Finché il bambino è nella pancia della mamma, non ci sono microbi nel suo intestino. Quando con il parto naturale passa attraverso il canale vaginale, entra in contatto con una miriade di germi, presenti sia a livello vaginale che anale, facendo da subito il pieno dei microbi che gli saranno indispensabili per arricchire la sua flora batterica. Altri batteri “amici” li riceverà se dopo la nascita verrà appoggiato sul grembo della mamma, dove potrà conoscere i batteri presenti sulla sua pelle. Se possibile e se sicuro per mamma e bambino, il parto naturale è senza dubbio la modalità migliore per dare alla luce il proprio bambino

Allattare al seno
Alcuni giorni prima del parto, nella ghiandola mammaria si accumula un mix di batteri buoni, tra cui i preziosi bifidobatteri, che sembra siano prelevati dai globuli bianchi direttamente dall’intestino. Se il neonato viene attaccato al seno materno, fa subito scorta di questi preziosi microrganismi e della giusta combinazione di anticorpi e nutrienti che saranno fondamentali per la sua salute e la sua corretta crescita. È dimostrato infatti che i bambini allattati al seno sono meno soggetti ad infezioni e al rischio di diventare obesi. Ecco perché, se possibile, allattare esclusivamente al seno il proprio figlio è uno dei regali più preziosi che una mamma possa fare al suo bambino. Per almeno sei mesi, come consiglia l’OMS, ed anche dopo che sarà iniziato lo svezzamento, finché mamma e figlio lo vorranno

Introdurre da subito le verdure
Una volta intrapreso lo svezzamento, far conoscere gradualmente ai bambini i vari alimenti, cominciando con pappe a base di passati di verdure e cereali. Ottimi anche latte di soia o riso integrale, ma preparati in casa, facendo cuocere a lungo l’alimento per poi passarlo al setaccio per eliminare le fibre, che l’organismo del bambino non è ancora in grado di digerire

Far conoscere il più tardi possibile i cibi “spazzatura”
Teniamo presente che quel che mangia un bambino nel primo anno di vita sarà qualcosa che gli piacerà e vorrà anche in futuro. Diamo il buon esempio, consumando noi per primi cibi sani e preparati il più possibile in casa. Saranno i sapori che gli diventeranno familiari e che ricercherà da adulto. Se noi mangiamo cibo spazzatura anche loro saranno portati a consumarlo

Evitare l’eccesso calorico
E’ ormai condiviso dagli scienziati di tutto il mondo che le persone obese si ammalano di più e invecchiano più precocemente

No allo zucchero prima dei 2 anni
Di recente l’American Hearth Association ha pubblicato uno studio secondo il quale non bisogna far assaggiare lo zucchero ai bambini prima dei 2 anni perché contribuisce a causare obesità, ipertensione, diabete e abitua il gusto al dolce, di cui non sapranno fare più a meno. Abituiamoci a preparare i dolci in casa, usando meno zucchero possibile e dolcificando con marmellate senza zucchero o con frutta, come mele o uvetta

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Evitare il più possibile cibi industriali
Soprattutto merendine, bibite zuccherate, patatine fritte: sono un concentrato di calorie ‘vuote’. I bambini sono i principali obiettivi del mercato dell’industria alimentare: a noi il compito di proteggerli facendo le scelte giuste

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Limitare il consumo di carne
Il Codice europeo contro il cancro raccomanda in particolare di  evitare le carni conservate (come salumi, insaccati, wurstel) e limitare le carni rosse, che aumentano lo stato infiammatorio dell’organismo. Per garantirsi un apporto proteico ottimale vanno benissimo pesce, uova bio, formaggio, legumi, cereali, noci, nocciole, mandorle.

Consumare cibo di stagione e bio
E il più possibile proveniente dall’orto. Mangiare cibo naturale significa mangiare un alimento che contiene microbi, che allenano il nostro sistema immunitario a diventare più forte. Al contrario, consumare  una verdura trattata con pesticidi o un’insalata disinfettata con cloro toglie al nostro sistema immunitario l’opportunità di mettersi all’opera ed aumenta il rischio che cominci ad attaccare l’organismo che lo ospita, facendo comparire malattie allergiche e autoimmuni, che nei paesi occidentali stanno aumentando in modo impressionante.

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Non far vivere i bambini in ambienti sterili
Ancora una volta il motivo è che un ambiente troppo igienizzato non offre la possibilità al nostro sistema immunitario di mettersi alla prova con nemici esterni. Non per niente capita più spesso che si ammalino di dermatite atopica o di asma allergica i primogeniti rispetto ai secondogeniti, sia perché con il secondo figlio si va meno per il sottile su tanti accorgimenti igienici sia perché di solito ci pensa il fratello maggiore a mettere microbi in bocca al più piccolo!

Mangiare cibi che “piacciono ai microbi”
E cioè i cibi ricchi di prebiotici, che sono sostanze naturali che nutrono i germi buoni presenti nel nostro intestino. Sono soprattutto i cosiddetti FOS, cioè i frutto-oligo-saccaridi che si trovano in generale nelle fibre e in special modo nel topinambur e nella radice di tarassaco, ma anche in porri e cipolle.

Non somministrare antibiotici inutilmente
Soprattutto nel primo anno di vita, bisognerebbe evitare il più possibile di somministrare antibiotici al bambini, perché distruggono la flora batterica intestinale. Si è visto che, nella maggior parte dei casi, si prescrivono antibiotici quando non sarebbero necessari.

Variare la dieta
Evitare cioè di mangiare sempre gli stessi alimenti e cercare di variare ogni giorno il più possibile: in questo modo assicuriamo al bambino un introito di tutti i nutrienti contenuti nei cibi, soprattutto quelli di origine vegetale, ricchi ognuno di specifiche vitamine, minerali, polifenoli e altre molecole antiossidanti e antinfiammatorie. Anche per quanto riguarda i cereali, proviamo le varie alternative, come riso integrale, farro decorticato, orzo, miglio, avena, segale.

Nutrire anche la mente
Cioè fare in modo di far vivere ai nostri figli una vita serena, assicurare loro le ore di sonno necessarie, rifuggire le situazioni di forte stress psicologico, coltivare anche la dimensione spirituale della vita: si è visto che, se la mente è serena, il corpo funziona meglio. È vero che non possiamo modificare i geni, che abbiamo ricevuto in eredità, ma possiamo favorire la loro attivazione o fare in modo che restino “in silenzio” per tutta la vita.

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