Perché i bambini che vanno all'asilo nido si ammalano spesso?

Perché i bambini che vanno all’asilo nido si ammalano spesso?

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“Da quando va all’asilo si ammala in continuazione”. Quanti genitori si riconoscono in questa affermazione? È abbastanza comune, infatti, che i bambini che frequentano il nido abbiano a che fare con i primi raffreddori, che si alternano a otiti o gastroenteriti virali. Ecco cosa fare in caso di raffreddori e infezioni ricorrenti e recidivanti.

 

Il sistema immunitario deve diventare forte

 

Del resto, “il sistema immunitario dei bambini, nei primissimi anni di vita, non è completamente maturo. I bimbi, dunque, quando fanno vita di comunità, si ammalano spesso perché dove ci sono più bambini circolano più germi. Ma proprio così si attivano i processi di apprendimento immunologico e si rafforzano le difese immunitarie, col risultato di essere meno suscettibili alle infezioni in seguito”

 

In altre parole, una volta avuto un contatto con il virus, il sistema immunitario sviluppa una memoria immunitaria, che gli permette di attrezzarsi e, in futuro, di reagire in caso di nuovo contatto con l’agente patogeno.

 

Infezioni virali

 

“Nel primo anno di nido (o di materna se non sono andati al nido), i bambini sono soggetti in particolare a infezioni virali, per lo più a carico dell’apparato respiratorio e dell’apparato gastrointestinale”

 

Quindi tosse, mal di gola, raffreddore, otiti, diarrea, vomito, febbre. Del resto, locali chiusi, spesso eccessivamente riscaldati e dove giocano tanti bambini, sono l’ambiente ideale per la propagazione dei virus responsabili delle infezioni nei primi anni di vita. La loro trasmissione, poi, è ulteriormente facilitata dal fatto che i bimbi si scambiano continuamente giocattoli, anche dopo averli tenuti in bocca.

 

E così i germi passano facilmente da un bambino all’altro. “Ma è importante rassicurare i genitori” sottolinea il pediatra. “Parliamo infatti di infezioni di solito banali: malattie virali dovute per lo più a rinovirus e adenovirus, che non compromettono fortemente le condizioni generali di salute, tanto che non è inusuale che il bimbo giochi e sgambetti tranquillamente anche se ha 39,5° di febbre”

 

Che fare?

 

“Un bambino è un bambino e, proprio perché fino a una certa età le sue difese immunitarie non sono sviluppate al cento per cento, si ammala di più, ma non bisogna farne un dramma”. Anche se effettivamente i genitori che lavorano si trovano a dover riorganizzare la routine familiare e lavorativa.

 

“È opportuno infatti tenerlo a casa qualche giorno, fino a quando non si riprende del tutto: non solo per non contagiare altri bambini, ma anche per non esporlo, quando è ancora un po’ debilitato e quindi più vulnerabile, a nuovi germi”. Meglio aspettare, allora, che il raffreddore o la febbre siano completamente passati. “C’è bisogno, in sostanza, di una vigile attesa. Senza abusare di farmaci”.

 

Anche perché “le malattie virali come raffreddore, otiti e gastroenteriti hanno generalmente un decorso piuttosto breve e non ci sono farmaci che ne riducono la durata. Al massimo si può ricorrere a antidolorifici o antipiretici per far stare meglio i bambini in attesa che tutto passi”. Che raccomanda “no agli antibiotici: non servono a nulla in caso di infezioni virali, perché sono antibatterici, e un uso improprio rischia di renderli inefficaci quando sarà necessario assumerli per combattere un’infezione batterica”.

 

E in caso di infezioni ricorrenti e recidivanti?

 

In caso di continue ricadute, però, è meglio prestare attenzione. “Il 25% dei bambini al di sotto dei tre anni, infatti, è soggetto a infezioni virali ricorrenti (8 episodi in un anno) e alcuni tendono ad avere infezioni recidivanti localizzate sempre nella stessa sede: ad esempio, sempre all’orecchio (otiti), o ai bronchi (bronchite), o alla gola (faringite)” , infettivologa pediatra, Direttore dell’Unità di pediatria ad alta intensità di cura del Policlinico dell’Università degli Studi di Milano e presidente dell’Associazione mondiale malattie infettive e disordini immunologici.

 

“In questi casi, meglio indagare per valutare se ci sono condizioni sottostanti su cui è opportuno intervenire: una bronchite asmatica troppo frequente, per esempio, può essere dovuta a un’allergia, un’otite medio acuta ricorrente può essere indice di caratteristiche anomale della conformazione del massiccio facciale o di alterazioni immunologiche, e chi ha sempre la faringite può avere un ingrossamento delle adenoidi o delle tonsille”.

 

Come prevenire continui malanni?

 

Da non sottovalutare l’efficacia della corretta igiene delle mani: lavaggi frequenti e accurati possono contrastare la circolazione dei virus. È importante farlo a casa e sarebbe importante farlo all’asilo, dove tra l’altro sarebbe opportuno anche effettuare quotidianamente la detersione e sanificazione di giochi che possono essere imbrattati di saliva, e far sì che non vengano condivisi asciugamani, salviette, tovaglioli, bavaglini, spazzolini da denti, pettini, biancheria, ecc.

 

“Anche i lavaggi nasali con soluzione fisiologica sono utili per prevenire le infezioni respiratorie: ostacolano la colonizzazione naso-faringea da parte di virus e batteri e fanno sì che i bambini non siano portatori di germi”.

 

“È importante, inoltre, stare all’aria aperta anche d’inverno, e ricordiamo alle mamme l’importanza dell’allattamento al seno: il latte materno fortifica il sistema immunitario”.

 

“non tutti i virus (e i batteri) sono banali. Alcuni sono particolarmente aggressivi e causano malattie che possono avere complicanze molto serie. Malattie infettive contro le quali non c’è maturazione del sistema immunitario che tenga: di fronte alle quali le barriere difensive dei bambini non sono adeguate. Penso per esempio al morbillo. Può causare sordità, ritardi neurologici e addirittura la morte: quindi il consiglio è di vaccinare i bambini”.

 

Vaccinazioni, per la salute dei bambini

 

“È molto importante infatti eseguire le vaccinazioni di routine per salvaguardare la salute dei più piccoli. Ed è da raccomandare anche la vaccinazione antinfluenzale, eseguibile in età pediatrica dopo i 6 mesi, in particolare se i bambini vanno al nido o alla materna e sono affetti da patologie croniche che aumentano il rischio di complicanze da influenza”.

 

“Perché il contagio da virus influenzale debilita l’organismo e lo rende più suscettibile ad altre infezioni, in particolar modo a carico dell’apparato respiratorio”.