Perchè il mare fa bene ai bambini

Perchè il mare fa bene ai bambini

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Perchè il mare fa bene ai bambini? I pediatri, e soprattutto le nonne, consigliano da sempre di portare i bimbi al mare. Le ragioni sono innumerevoli, difatti l’aria salmastra, ricca di sali iodati, è un vero toccasana per la loro salute. Senza contare i benefici del sole, che se preso con le dovute precauzioni contribuisce a irrobustire le ossa e a contrastare numerosi disturbi. Ecco allora tutti i benefici del mare per i bambini.

Il sole fa bene alle ossa e alla pelle

E’ dimostrato che l’esposizione al sole fa bene alle ossa, contribuendo a fissare il calcio e a contrastare il rachitismo. Essa stimola infatti la produzione della vitamina D, fondamentale anche in gravidanza e importante per un corretto sviluppo osseo, tant’è vero che viene somministrata sotto forma di gocce per tutto il primo anno di vita. I benefici del sole si estendono anche alla pelle, purchè venga protetta adeguatamente. L’azione dei raggi contribuisce infatti ad asciugare i brufoli e aiuta in caso di dermatiti atopiche.

 

L’acqua salata è un toccasana per psoriasi ed eczemi

L’acqua salata del mare è un vero toccasana per i bambini che soffrono di eczemi, le forme più diffuse di dermatite, e psoriasi, malattia infiammatoria della pelle che si manifesta con lesioni cutanee di varia estensione. I bagni in acqua salata sono inoltre molto salutari grazie ai sali minerali in essa contenuti.

L’aria del mare è salubre

L’aria di mare fa bene ai bambini, così ricca di iodio, magnesio, potassio e altri preziosi sali minerali. Respirarla equivale a fare un aerosol naturale, in grado di purificare le vie respiratorie e i seni nasali anche nei neonati, agendo in via preventiva contro i tipici mali invernali. Stimola inoltre positivamente il sistema immunitario, che affronterà con maggiore efficacia l’aggressione degli agenti patogeni.

Aria di mare e sole stimolano la crescita

Una full immersion di mare e sole, sempre con le dovute accortezze, al mare è infatti importante fare attenzione ai nei dei bambini, favorisce la crescita. Ne risentiranno un po’ l’appetito e il sonno, ma il fisico nel suo complesso si irrobustirà, traendone grande beneficio.

L’aria marina migliora la respirazione

La maggiore pesantezza dell’aria marina favorisce la respirazione, rendendola più lenta e profonda. Ciò garantisce una migliore ossigenazione del sangue, contribuendo a riequilibrare il metabolismo.

Una volta esisteva la ‘colonia elioterapica’, dove i bambini passavano le vacanze, sistemati in fila, canottiera e calzoncini o gonnellino, al solecome biscotti nel forno.

Ormai delle colonie sono rimasti solo gli edifici, lungo la riviera della Romagna o vicino a qualche lago, eppure non era una trovata sbagliata: i raggi solari fanno bene ai bambini, aumentano la produzione di vitamina D (fondamentale per lo sviluppo del sistema scheletrico) stimolano il Metabolismo accelerando l’attività cellulare (per questo d’estate si dimagrisce più facilmente), migliorano l’umore e, per finire, rafforzano il sistema immunitario.

Quest’ultima notizia arriva con le conclusioni di una ricerca realizzata in Belgio proprio sui bambini: l’esposizione al sole, costante e per tempi prolungati, migliora la resistenza dei bambini alle malattie infettive tipiche delle comunità scolastiche.

Istruzioni per l’uso

Le regole di esposizione al sole non sono molto diverse da quelle per gli adulti, anche se ci sono un po’ di novità: non è vero che le vacanze al mare per i lattanti sono da proibire; si può andare al mare a qualunque età, anzi spesso fa più caldo in casa che sulla riva del mare. È evidente che sotto l’anno di vita la ‘cottura’ è vietata.

Come per gli adulti le ore più rischiose vanno dalle 11 alle 17, ma anche in queste ore è sufficiente far bere spesso il bambino (acqua, succhi di frutta) e posizionare il bimbo stesso in posizione ventilata. È bene sempre coprire il bambino con una maglietta di cotone e con un cappellino ampio e leggero.

All’età di 1-3 anni i piccoli possono cominciare a muoversi e a giocare sulla sabbia e nel mare, protetti da un filtro adeguato (occorre partire da una protezione elevata, ad esempio 30). Dopo i 3 anni e fino ai 7-8, il margine di libertà diventa più elevato, ma è comunque sempre opportuno fare una pausa all’ora di pranzo e ritirarsi all’ombra.

La crema di protezione va spalmata almeno ogni due ore su tutto il corpo (ci sono molte creme colorate che consentono di controllare se la crema è stata spalmata correttamente e se è andata via dopo il bagno) e non si deve mai rinunciare alla protezione del cappello.

Per i primi 3-4 giorni si può usare un indice di protezione 30 per gambe e braccia e uno schermo totale per spalle, torace e viso (attenzione anche alle orecchie ed ai piedi!); poi l’indice 30 va bene per tutto il corpo e dopo una settimana si può passare a 15-20 e così via.

Attenzione anche alle irritazioni da sudore, spesso scambiate per allergie o malattie infettive. Il bagno può essere fatto quando e quanto il bimbo vuole, ma se il bambino è molto piccolo conviene gonfiare una piccola piscina di plastica, riempirla di acqua dolce e farla scaldare al sole.

Comunque sono gli adulti a rischiare quando fanno il bagno lontani dalla riva dopo un pasto eccessivo; il bambino che gioca a due metri dalla riva dopo aver mangiato un pezzo di pizza non corre alcun pericolo. Quanto alla durata del bagno, non c’è una regola: si deve controllare che le labbra del bambino non cambino colore e osservare le palme delle mani, che non devono sembrare ‘raggrinzite’.

Integratori e vitamine

In estate si può cominciare a somministrare (dai tre anni in su) integratori a base di carotene e vitamina E, scegliendo i prodotti con il consiglio del pediatra.

L’eritema solare

Molti problemi, come pruriti e arrossamenti, e l’eritema solare, molto frequente nei soggetti che stanno poco all’aria aperta, possono essere evitati controllando adeguatamente l’Alimentazione del bambino. D’estate è corretto mangiare in gran quantità vegetali, abolendo i grassi animali, i cibi molto cotti o fritti, i dolci molto elaborati. Sì quindi a frutta e verdura (pomodori e carote in special modo), alla pasta e al riso con pochi condimenti, ai gelati e allo yogurt, al pesce cotto a vapore, all’olio crudo.

Superfluo ricordare che l’acqua è sempre la bevanda migliore, ma anche i succhi poco zuccherati vanno bene. Nei primi giorni si deve prestare particolare attenzione al rischio di ‘acetone’: è sufficiente eliminare latte, formaggi e uova, reintroducendoli in seguito nell’alimentazione del bambino.

Portate sempre in borsa un kit da spiaggia: costumi di ricambio (meglio in cotone, poco irritanti), una maglietta bianca per quando il sole ‘picchia’ più forte, un cappello a tesa larga. Acqua naturale. Uno stick a protezione totale per labbra e contorno occhi, fazzoletti alla camomilla e aloe come pronto soccorso per le irritazioni. E per finire, un telo di cotone leggero per ‘costruire’ una tenda intorno all’ombrellone.

Il vero pericolo è la disidratazione

Sì alle carote e a molti succhi di frutta, no ai grassi animali e ai cibi pesanti. E attenzione alle creme che si acquistano: non sono tutte uguali, meglio leggere la composizione e dare la priorità ai prodotti naturali acquistati in farmacia. Un richiamo ai genitori: attenti al sole, ma anche a tutto quello che circonda la vita del bambino in spiaggia. Se sono piccoli e non possono muoversi, mai lasciarli nel seggiolino in un luogo chiuso: servono aria fresca e liquidi per evitare il rischio di disidratazione.

Le azioni sì, le azioni no
Ö X
Acqua a volontà
Una scorta d’acqua, non gelata e non gasata, per bere e rinfrescarsi il viso e i capelli ogni volta che se ne sente la necessità, nonché per rimuovere sabbia e sale.
Acqua inquinata
I bambini sono più sensibili degli adulti all’inquinamento: prima di lasciarli bagnare, accertatevi che non ci siano divieti.
Un cappellino
Un cappello di paglia per lei, una cloche di cotone per lui, indispensabili fino a 7-8 anni, e comunque anche per i più grandicelli nei primi giorni di sole.
Forme allergiche
Se il bambino soffre di eczemi, prurito ricorrente, forma allergiche che riguardano la pelle, consultate il pediatra prima di partire e fatevi indicare i prodotti migliori.