Perché leggere fa bene ai bambini?

l'importanza dei libri

Perché leggere fa bene ai bambini?

 

 

 

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Per sottolineare l’importanza di leggere insieme un bel libro, e il valore della lettura come gesto d’amore che stringe grandi e piccoli nell’abbraccio delle storie, quest’anno il Premio Nonino è stato assegnato a Nati per Leggere, progetto che dal 1999 promuovere la lettura in famiglia, sin dalla nascita.

 

“È un riconoscimento importante all’impegno e alla dedizione degli operatori e dei volontari che ormai da 16 anni cercano di instillare ai genitori il piacere di leggere ad alta voce una storia ai propri figli”, commenta il pediatra Giorgio Tamburlini, presidente del Centro per la Salute del Bambino di Trieste e tra i coordinatori nazionali dell’iniziativa.

 

Leggere fa bene ai bambini

 

Molto prima che acquisiscano la capacità di leggere, il fatto che ai bambini vengano lette delle storie può fare meraviglie. Li aiuta ad acquisire familiarità con il discorso, con i suoni che corrispondono alle parole e con il loro significato. Imparano a comprendere il significato di intere frasi, notano le intonazioni che il lettore attribuisce a parole particolari e apprendono il significato di queste intonazioni.

 

L’ascolto di storie, in pratica, arricchisce il loro mondo di parole e accelera la maturazione intellettuale, senza sottovalutare l’aspetto emotivo: l’arricchimento umano che deriva dalla relazione stretta che si stabilisce tra il bambino e il lettore. Lo ha ribadito Antonio Damasio, neuroscienziato della University of Southern California, consegnando il Premio Nonino ai volontari di Nati per Leggere.

È una opportunità di relazione tra bambino e genitori

 

“Diverse ricerche scientifiche – aggiunge Tamburlini – hanno dimostrato che leggere ad alta voce, con una certa continuità, ai bambini, fin da quando sono piccolissimi, influenza lo sviluppo complessivo: cognitivo e linguistico, ma anche emotivo, affettivo e relazionale”. Ha per esempio un effetto positivo sulla relazione genitori-figli, perché rappresenta un’occasione in cui mamma o papà staccano la spina per dedicarsi a loro. “È un gesto d’amore, un’esperienza positiva e piacevole che rafforza il legame e l’attaccamento sicuro. Inoltre, attraverso le storie i bambini imparano a riconoscere con più facilità le proprie emozioni e quelle altrui”.

 

Favorisce lo sviluppo intellettivo

 

Un ambiente stimolante, in cui il libro è parte delle normali attività del bambino, “favorisce lo sviluppo del linguaggio e facilita l’apprendimento nel bambino piccolo e, in prospettiva, migliora le capacità di lettura ed espressive nel bambino più grande: pone cioè le basi per il futuro conseguimento di buoni risultati scolastici” spiega Tamburlini. Inoltre, leggere abitualmente ad alta voce può instillare il piacere della lettura: “motivando i bambini e le bambine a farlo autonomamente, fino a farne una sana e piacevole abitudine”.

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I libri, insomma, sono un’ottima compagnia fin dalla primissima infanzia. Eppure, dati Istat indicano che quasi una famiglia su dieci in Italia (9,1%, pari a circa 2,3 milioni di famiglie) non ha nemmeno un libro in casa. “Anche per questo è fondamentale – conclude il pediatra – il ruolo delle biblioteche, quelle che hanno apposite sezioni per bambini e ragazzi, che hanno aderito al progetto Nati per Leggere: offrono l’opportunità a bambini e genitori di conoscere tanti libri, prenderli in prestito e, partecipando a letture di gruppo, scoprire la semplicità e la bellezza di questa pratica”.